Come scegliere un buon miele

Aggiornamento: 27 dic 2021

Il miele è un patrimonio di biodiversità del nostro Paese. Colori, profumi e sapori che descrivono il nostro territorio.

In Italia non esiste un tipo di miele ma ci sono oltre 30 varietà di mieli unifloreali e una infinità di millefiori.

L’ambiente in cui vivono le api, la vegetazione presente nel territorio, i fiori che sbocciano, il clima e la qualità del territorio stesso, sono fattori che influiscono alla produzione di un miele sempre unico che racchiude in sé tutte le caratteristiche e le influenze del luogo in cui è stato realizzato.

I mieli presentano infinite differenze in relazione alla diversa origine botanica dei nettari.


Non esiste un’unica categoria di millefiori, ma tante quante sono le possibili combinazioni di piante. Ogni millefiori possiede proprie caratteristiche che si ripetono di anno in anno con variazioni più o meno importanti. Possono essere caratterizzati da una presenza botanica che prevale e che costituisce il nucleo del miele oppure caratterizzati da due fioriture che si sovrappongono coniugando due aromi doversi molto forti, come succede nell’arco alpino con il miele misto di castagno e tiglio.

Altre volte le componenti sono davvero mille, come capita per il prodotto delle fioriture primaverili. Il risultato è comunque straordinario.


Come si racconta un miele?

Prendiamo ad esempio il nostro miele di quest’anno:

ha un aspetto liquido, omogeneo dal colore medio. L’intensità dell’odore è media e alla descrizione olfattiva risulta caldo caramellato con note fruttate. L’aroma è media, dolce al palato, ricorda la frutta secca e il caramello. La consistenza è liquida al momento, leggermente viscosa data dalla presenza di un po' di melata all’interno. Possibilità a breve di inizio di cristallizzazione del prodotto. L’origine botanica è data dal paesaggio dove le nostre api trovano un habitat creato ad hoc con colture come la lavanda e officinali del lavandeto, erba medica e prati polifiti ricchi di essenze fiorite con zero concimazione chimica e zero uso di agro farmaci.


Consiglio:

datteri, mascarpone e miele – pane, burro e miele.


Come vedete l’approccio alla degustazione del miele riprende molto le modalità tipiche degli assaggi di vini. Abbiamo messo questo esempio per introdurre l’idea che anche il mondo dei mieli è ampio e comprende anche prodotti di altissima qualità.


Come scegliere un buon miele?

Se pensiamo al miele spesso il pensiero va al suo sapore dolce, al fatto che viene prodotto dalle api, solitamente è un prodotto liquido e di colore giallo.

Tutti aggettivi che descrivono molto bene il miele, ma ci sono anche mieli amari, di colore scuro, di consistenza solida, cremosi e granulosi.

Il miele è composto principalmente da zuccheri per il 70-80%, in particolar modo da glucosio e fruttosio , e acqua. Ricco di Sali minerali e vitamine del gruppo B e C, ed è un'eccezionale fonte

energetica.


Abbiamo riassunto 5 regole per riconoscere un miele di qualità

1. Leggere l’etichetta: saper leggere un’etichetta è fondamentale per capire l’origine del prodotto. Partiamo dalla scelta della provenienza. Scegliere un miele italiano ci consente di avere maggiori tutele. Gli standard del nostro Paese, in merito alle norme

igienico-sanitarie, di sicurezza e ai controlli eseguiti durante tutte le fasi di lavorazione, sono piuttosto elevati. La legge impone che il prodotto all'interno del vasetto sia naturale al 100 % e non sono ammessi residui di sostanze chimiche, come antibiotici o farmaci.


2. Colore: il colore del miele varia soprattutto in base alla tipologia di pollini raccolti dalle api.

Il colore deve essere il più possibile omogeneo e privo di stratificazioni o separazioni che possono essere indice di degradazione del prodotto, come la fermentazione e la separazione a fasi. Attenzione però: il miele fermentato non è assolutamente tossico, semplicemente presenta un odore e un sapore molto acidulo, alquanto sgradevole e non è indicato per il consumo, ma solo ad uso industriale.

Altro discorso, le striature bianche presenti in alcuni mieli cristallizzati sono del tutto naturali e non sminuiscono minimamente la qualità del prodotto.


3. Miele solido o liquido: la stragrande maggioranza della collettività considera un miele di qualità solo se è liquido. Assolutamente NO! La cristallizzazione è un processo assolutamente naturale ed è segno di ottima qualità del miele. Solo su tre tipologie di miele non si verifica la cristallizzazione: nel miele di acacia, nel miele di castagno e nel miele di melata. Tutti gli altri mieli devono cristallizzare e lo fanno, in tempi diversi, a

seconda della loro composizione. Alcuni produttori sottopongono il miele a processi di pastorizzazione scaldandolo a 75° gradi. Così facendo, però, le proprietà benefiche del vengono distrutte. Nel caso aveste bisogno di riportare il vostro miele allo stato liquido,

scaldate il vasetto in acqua tiepida senza superare i 40° C in modo da non alterare le qualità del miele.


4. Produttori locali: acquistare il miele 100% italiano permette di sostenere i piccoli produttori locali e garantisce l’acquisto di un miele unico e ogni volta completamente diverso, una scoperta ogni volta che si apre un vasetto. Inoltre, acquistare direttamente dai produttori locali è garanzia di un prodotto sano e rispettoso


5. Vendita e conservazione: il miele può essere venduto solo in contenitori chiusi ermeticamente, preferibilmente in vetro, dotati di un sigillo di garanzia. Un altro aspetto da considerare è il termine di consumo che va indicata per legge sulla confezione. Il miele dura 18/24 mesi, dopo perde un po' delle sue qualità, e va conservato in un luogo fresco, al buio e lontano da fonti di calore.




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